E’ di pochissime ore la notizia riportata dal sito ANSA sull’incensio all’Eco X di Pomezia

I vigili del fuoco hanno lavorato per tutta la notte e sono ancora impegnati con almeno 40 uomini per spegnere il vasto incendio divampato due giorni fa in un’azienda di smaltimento di rifiuti su via Pontina, vicino Roma. Secondo quanto si è appreso, ci sono ancora focolai e fumo. Proseguono le operazioni di smassamento, raffreddamento e rimozione dei matariali all’interno della struttura. I pompieri indossano protezioni per proteggersi dal fumo. In alcuni punti ci sarebbero ancora fiamme basse. Si stima che le operazioni di spegnimento potrebbero concludersi nelle prossime ore. Solo al termine si procederà con gli accertamenti per stabilire le cause dell’incendio. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

“Era presente nelle coperture del tetto amianto incapsulato. Ora si dovrà valutare l’effetto del calore su questa particolare sostanza. Al momento non abbiamo elementi che possano far destare preoccupazioni, almeno a livello acuto, nell’immediatezza del momento”. Così ai microfoni del Tgr Lazio il direttore del dipartimento prevenzione della Asl Roma 6 Mariano Sigismondi.

Si sta sprigionando così ancora fumo che, a causa del forte vento, va verso il litorale.

L’ORDINANZA DEL 7 MAGGIO (DOCUMENTO)

Stop a raccolta ortaggi e pascoli area – Il commissario straordinario del Comune di Ardea, Antonio Tedeschi, ha firmato un’ordinanza di “divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali nel territorio comunale distinto in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto di stoccaggio Eco X di via Pontina Vecchia. E’ quanto scaturito da una richiesta pervenuta ufficialmente dalla Direzione del dipartimento di prevenzione della Asl Roma 6”.

“Nel dettaglio – spiega una nota – il divieto riguarda la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati, il pascolo degli animali, l’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione. Inoltre, si ordina di provvedere al mantenimento degli animali da cortile in stabulazione chiusa, evitandone il razzolamento. L’ordinanza ricorda come i prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori dell’area ma in zone immediatamente prospicienti dovranno essere sottoposti prima della consumazione a un accurato lavaggio in acqua corrente e potabile”. Dall’unità di crisi comunale sottolineano come “rimanga in vigore il suggerimento di mantenere chiuse le finestre ma in un raggio di 5 km dal luogo dell’incendio, fino a ulteriori indicazioni”.

E’ una guerra di rimpalli quella che si sta scatenando su chi doveva controllare lo stabilimento Eco X andato in fiamme ieri sulla Pontina vecchia. Dal comando dei Vigili urbani fanno sapere che hanno adempiuto al loro dovere con un atto formale un mese dopo che i cittadini hanno presentato un esposto denuncia per chiedere dei controlli sulla ditta che smaltiva ufficialmente plastica e carta. L’atto formale è una lettera scritta il 14 dicembre dal comando dei vigili urbani di Pomezia e diretta al Noe e alla Asl Roma 6 in cui si trasmetteva l’esposto dei cittadini con tutta la documentazione fotografica. Una situazione talmente importante, spiegano al comando, “che abbiamo deciso di comunicare e coinvolgere degli organi nazionali che hanno competenze, mezzi e tecnici per affrontare una tale situazione”. Dal comando fanno anche notare che per tutto il territorio di Pomezia sono soltanto due i vigili a disposizione che si occupano del settore ambiente.

“Escludo che nel nostro stabilimento ci fossero rifiuti pericolosi”. Così l’amministratore delegato della società Eco X che preferisce rimanere anonimo. “In quel cassone – l’uomo indica un cumulo di materiali all’interno del cancello non coinvolto dalle fiamme – come si può vedere ci sono cassette della frutta, sedie e niente di pericoloso. Noi ritiriamo i rifiuti dai centri commerciali ed è assolutamente falso che ci sia amianto sul tetto visto che è di cemento”. Secondo l’amministratore la ditta raccoglieva “plastica e cartone, legno, ferro e cemento. Niente quindi – sottolinea – di pericoloso. Noi lavoravamo materiali, li dividevamo e poi smistavamo, a seconda del genere, in altri stabilimenti. Ad esempio il ferro lo portavamo ad una ditta che ha la sede qui vicino”. Sulla quantità di rifiuti che si trovavano all’interno, l’uomo dice di non essere in grado di quantificarla. “Qui lavoravano tra le 25 e le 30 persone – ha concluso – e i danni sono ingentissimi”.

I controlli sull’azienda Eco X dopo l’esposto del comitato di quartiere Cinque Poderi non sono mai stati fatti. E’ quanto si apprende da fonti qualificate sul luogo dell’incendio che ha distrutto il deposito di rifiuti. Il Comando della Polizia municipale, infatti, non ha mai disposto il sopralluogo insieme al Noe e alla Asl. I cittadini denunciarono nel novembre 2016 la presenza di notevoli quantità di rifiuti nell’azienda, il timore della mancanza di idonee misure di sicurezza e il conseguente rischio di incendi.

FONTE ARTICOLO: http://www.ansa.it