Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità 450 milioni di persone nel mondo, soprattutto occidentale, soffrono di stress, classificata come una delle più gravi malattie del nostro tempo, soprattutto perché in grado di innescare una serie di disturbi fisici e psicologici che incidono direttamente sulla qualità della vita.

Gli studi più recenti e innovativi hanno confermato la stretta correlazione tra stress, cervello e intestino: vediamola da vicino. E capiremo perché il nuovo modo di affrontare lo stress parte dall’intestino.

Lavoro, scuola famiglia, ritmi di vita sempre più frenetici: ecco qualche semplice esempio di situazioni stressanti.
In realtà una giusta dose di stress buono o eustress ci permette di reagire prontamente ed energicamente ad ogni tipo di sollecitazione esterna massimizzando le nostre perfromance. Se però lo stress prende il sopravvento (stress cattivo o distress) si verifica un calo delle capacità sia fisiche che mentali.

Lo stress può alterare le funzioni gastrointestinali e la microflora influenzando la biochimica cerebrale e la regolazione del sistema nervoso enterico (secondo cervello) con conseguenti reazioni infiammatorie locali.

Ecco perché quando il livello di stress si innalza, spesso avvertiamo tensione e crampi addominalinausea e vomito: l’intestino, che è il luogo in cui si riflettono emozioni, pensieri, rabbia, piacere, in una parola è “intelligente”, ci segnala lo stato di malessere attraverso messaggi, oltre che psicologici (stati ansiosidisturbi dell’umoreirritabilità, scarsa concentrazione), anche fisici.

L’INTESTINO, IL NOSTRO “SECONDO CERVELLO”

L’intestino ha un ruolo fondamentale nel complesso sistema che è l’organismo umano: in condizioni ottimali ha la capacità di eliminare scorie e tossine, favorendo così il ricambio e la rigenerazione necessaria al mantenimento della salute e dell’equilibrio dell’organismo.
Sulla mucosa intestinale, inoltre, esiste un vero e proprio sistema immunitario capace di “dialogare” con le cellule di tutto l’organismo avvisandole dell’arrivo di sostanze potenzialmente dannose.

L’intestino può essere definito il nostro secondo cervello: ha forma e aspetto simili a quello superiore e, in modo analogo, riceve e trasmette segnali e stimoli reagendo ad ogni tipo di agente esterno, sensazione, stati d’animo, emozione e stress.

Esso è abitato da microrganismi di origine batterica e non batterica (=Microbiota) che vivono in simbiosi con l’organismo stesso e per questo microflora intestinale è chiamata “organo microbico”. In uno stato di equilibrio (eubiosi) il Microbiota:

  • interviene nel mantenimento della risposta immunitaria agli agenti patogeni (f. immunomodulante) ostacolando l’insediamento e lo sviluppo di batteri patogeni o “nemici” e modulando costantemente i fisiologici meccanismi di difesa immunitaria
  • controlla le funzioni metaboliche (f. metabolica) regolando la digestione dei cibi, l’assorbimento e l’assimilazione delle sostanze nutritive eliminando ciò che non viene utilizzato attraverso la produzione di gas intestinali
  • favorisce una ottimale connessione bidirezionale con il cervello (f. neuroendocrina) producendo ormoni e altre sostanze che di dialogare con il sistema nervoso centrale